ANFIBI DEL PARCO
Salamandra pezzata (Salamandra salamandra)

Prefazione: è un anfibio urodelo, cioè dotato di coda anche nella fase adulta, che puo’ raggiungere i 25 cm di lunghezza. Presenta corpo nero, con estese macchie gialle, che rappresentano un carattere identificativo di ciascun esemplare. Questi colori molto evidenti (colori aposomatici), stanno ad indicare che l’animale è tossico se ingerito dai predatori.
Biologia : è un animale dalle abitudini prevalentemente notturne anche se non è raro osservarlo nelle giornate piu’ umide e fresche, dall’inizio della primavera fino all’autunno. Trova riparo in anfratti del suolo, all’interno di tronchi marcescenti e sotto la lettiera di foglie. Si difende emettendo dalla pelle sostanze tossiche. Si nutre prevalentemente di artropodi terrestri mentre la larva, che puo’ raggiungere i 6 cm di lunghezza, di piccoli artropodi acquatici, anellidi e molluschi. Gli accoppiamenti avvengono in primavera e la femmina (ovovivipara) partorisce, verso aprile – maggio, le larve in acqua in avanzato stadio di sviluppo.
Distribuzione : Si rinviene in genere tra i 200 e i 1000 metri di quota, all’interno di ambienti forestali ben conservati ed è quindi un buon indicatore ambientale, che permette di identificare quei territori che mantengono ancora un elevato tasso di naturalità.
Tutela della specie: Specie protetta in base alla Convenzione di Berna del 1979 (Allegato III).
La Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina perspicillata)


Prefazione: la salamandrina è un endemismo italiano, più precisamente appenninico; in nessuna altra parte del mondo la si può trovare, mentre lungo la nostra penisola si sono differenziate due specie con lievi differenze genetiche, chiamate salamandrina perspicillata (o settentrionale) e salamandrina terdigitata (o meridionale). Un vanto italiano, frutto prezioso della straordinaria biodiversità del nostro paese o per meglio dire dell’Appennino dove questo anfibio, che è il più piccolo urodelo europeo, frequenta habitat di grande valore ambientale e paesaggistico, utili a lui ma non meno utili all’uomo. Anche per questo motivo la salamandrina è considerata una specie bandiera diventando il soggetto di numerosi progetti di tutela ma anche il simbolo dell’Unione Italiana Zoologi.
Considerazioni: la fortuna della salamandrina è stata per molte migliaia di anni quella di essersi ritagliata una nicchia ecologica coincidente con aree quasi sempre impervie dei rilievi appenninici: quelle in cui predatori come i pesci non arrivano perché bloccati da ostacoli naturali come le cascate o per il prosciugamento almeno parziale del corso d’acqua in estate. In quei recessi selvaggi hanno trovato acque non solo perenni ma anche molto pulite e una pressione certamente più contenuta delle operazioni di taglio a raso del bosco, complicate proprio dalla morfologia e la distanza dalle vie di comunicazione.
Informazioni: in acqua, dove per lo più va solo per deporre le uova, nuota agilmente e riesce a rimanere in apnea per oltre 10 minuti: le femmine compiono l’ovo-deposizione su rametti subacquei o pietre del fondale approfittando del fatto che le uova gelatinose possiedono una sorta di collante. Il corpo è quasi tutto nero nella parte superiore così da potersi mimetizzare nel sottobosco: ogni individuo possiede sulla testa, all’altezza della fronte, una macchia chiara dalla forma di occhiali; questa macchia è identificativa di ogni singolo esemplare e altro non è che un elemento di disturbo e persuasione rivolto ai predatori. Tuttavia la vera forma di difesa la salamandrina la nasconde nella parte ventrale, che mostra all’occorrenza girandosi pancia in sù o inarcando il corpo con il sollevamento del tronco, alzando la testa e nel contempo anche la coda: tutta la parte inferiore del corpo è infatti maculata di rosso e bianco, con un mix di colori che sono conosciuti come “aposematici”, cioè “di avvertimento” per i predatori che nel vederli generalmente desistono presagendo sostanze velenose. Più che per altri anfibi urodeli terricoli, per la salamandrina ha un ruolo molto importante la coda: importante per gli atteggiamenti difensivi, tra cui la rapida contorsione in caso di contatto, e determinante per la spettacolare posizione di caccia in cui la salamandrina praticamente si alza in piedi poggiando sulle zampe posteriori e la robusta coda. Le prede della salamandrina sono piccolissimi insetti che in giornate umide e nei momenti successivi alle piogge volano vicini al terreno.
Curiosità: la lunghezza degli adulti va da 9 a 11 cm, coda compresa. Il corpo è snello, privo di cresta; tutte le zampe hanno quattro dita e la coda ha sezione tondeggiante. Le parti inferiori delle zampe e della coda sono di colore rosso vivo.. Quando, per difendersi da una predazione, la salamandrina mette in mostra i colori ventrali, in realtà mette in atto anche un’altra sofisticata strategia difensiva: la letargia. Questa consiste nel fingersi morta, facendo affidamento sul fatto che pochi predatori sono anche necrofagi, cioè apprezzano mangiare un animale già morto. La vita attiva delle salamandrine dura generalmente da aprile a fine ottobre. Il resto dei mesi è letargo. All’inizio della primavera, nei giorni e negli orari con un tasso di umidità attorno al 70% e temperatura tra i 15 e i 25 gradi, le salamandrine si spostano dai siti di svernamento ai fossi entro cui scorre il torrente che sarà teatro del delicato momento della riproduzione. Le salamandrine sono filopatriche, così se il letargo l’hanno fatto nel mezzo del bosco, soprattutto le femmine, tendono ogni volta a tornare nel luogo in cui sono nate.
Tutela della specie: La Salamandrina perspicillata è specie rigorosamente protetta in base alla Convenzione di Berna del 1979 (Allegato II) e specie di interesse comunitario che richiede zone speciali di conservazione (Allegato II) e una protezione rigorosa (Allegato IV) in base alla Direttiva Habitat 92/43 del 1992.
L’Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata L.)

Prefazione: è un anfibio anuro, cioè privo di coda nella fase adulta. Supera raramente i 5 cm di lunghezza, arrivando in media a 4 cm. Il dorso è verrucoso, con tonalità grigio o marrone, mentre il ventre è colorato a chiazze giallo-arancione brillante.
Informazioni: La riproduzione avviene in piccole pozze d'acqua temporanee, nel periodo che va dalla primavera all'autunno. Le femmine possono deporre fino a 200 uova, attaccate alla vegetazione o sul fondo. La schiusa avviene dopo circa una settimana. La metamorfosi da girino a rospo si verifica in un periodo che va da 45-90 giorni. Le condizioni ambientali influenzano notevolmente i tempi della metamorfosi. La specie presenta la pupilla a forma di cuore, caratteristica che permette di distinguerla da altri anfibi.
Curiosità:Il nome particolare di questo animale è dato sia dal colore del ventre, sia dal tipico verso che emette nel periodo riproduttivo, e cioè da un “uuh… uuh… uuh…", ripetuto molte volte al minuto.
Considerazioni: Nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi l’Ululone utilizza territori che vanno dai 400 a 1000 m ed è attivo a partire dalla fine di marzo. La specie puo’ considerarsi localmente non rara, e la maggior parte delle segnalazioni nel Parco è relativa al versante romagnolo dove la specie appare piu’ diffusa. Nel versante toscano, dove in passato era presente probabilmente con popolazioni piu’ numerose, le segnalazioni sono in numero minore. Le minacce principali sono dovute alla riduzione degli ambienti riproduttivi in passato molto piu’ diffusi, in seguito alle intense attività di pascolamento, che rendevano il paesaggio più variegato, con alternanza di aree boschive a pascoli. Un altro fattore di criticità per la specie, a livello nazionale, è il patogeno Batrachochytrium dendrobatidis, che sembra avere un impatto non secondario su alcune popolazioni
Tutela della specie: La specie è inclusa negli Allegati II e IV della DC 92/43/CEE, elencata nell’Allegato A della L.R. Toscana 56/2000, protetta in Emilia-Romagna ai sensi della L.R. 15/2006 e considerata dall’IUCN “Endangered”.
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